La scuola dei talenti.

Valorizza i tuoi saperi con la Gestalt e inizia il tuo percorso da talent coach per mettere a frutto le tue esperienze.

perchè diventare coach

Trascrizione dell'audio

Ciao! Oggi ho scelto di continuare questo carteggio con il quale ti sto dando informazioni sulla nostra scuola registrando un audio. In questo modo puoi sentire la mia voce e per me è un modo un po’ più spontaneo, così colloquiale di raccontarti come funziona.

Il focus di oggi è il perché.

Perché è una parola importante nel coaching perché è proprio una delle leve. Proprio anche nel coaching tradizionale si dice proprio “Se hai un buon perché, il come arriva”.

E però è anche vero che nel coaching di ispirazione gestaltica, che è la nostra metodologia, le parole vanno riempite di significato e non del significato del coach. Perché nel nostro lavoro, lo stimolo che da il coach o il formatore, che in questo caso sono io, ha lo scopo di attivare una risposta dall’altra parte.

Quindi vorrei che questa parola cominciasse a essere riempita da te prima che da me. E quindi ti chiedo proprio: qual è il perché che ti ha fatto cliccare e chiedere informazioni su questa scuola?

E vorrei che non rispondessi proprio così mentalmente, velocemente. Vorrei che questa domanda ti interrogasse davvero. Cioè, che potessi andare un po’ più in profondità.

Nel nostro lavoro diciamo che la Gestalt ha a che fare con il rallentamento, come quando si va sul treno che se va veloce il panorama non si vede, poi rallentando incomincia ad apparire e vedi quello che non potresti vedere nella velocità.

Allora io vorrei che questa domanda ti interrogasse proprio in maniera rallentata, ti potesse anche dare un po’ fastidio. Cioè, perché hai cliccato in questa promozione che hai visto o pubblicità?

Qual è la parte di te che sta cercando qualche cosa? Cosa sta cercando? Cosa stai cercando?

Perché può essere che con la mente tu ti sia dato delle risposte, ma il tuo potenziale, che è il lavoro che noi facciamo con il coaching gestaltico, forse non ha ancora chiarezza.

Anzi, spero che non abbia chiarezza, perché il potenziale sta proprio in qualcosa che non è ancora chiaro. Qualcosa che deve ancora trovare la sua forma.

E con questo stimolo a dare un tuo perchè, appunto come stimolo per cui magari ti è venuta un’intuizione adesso, magari abbiamo aperto una gestalt e ti verrà in un sogno domani.

Ti lascio mettendo ovviamente anche io delle parole, ma anche queste vivile come evocative per poter sentire il tuo vero perché.

E comunque, come dicevo, il perché è un aspetto importante perché è legata alla motivazione, anche se poi vedremo che alcune volte bisogna imparare anche a demotivarsi. Giocheremo su questo tema dell’illusione della disillusione, entrare nel gioco e uscire dal gioco, ma questo fa parte del corso.

Però questo perché ha anche un significato per noi, perché facciamo questo corso?

È un corso che mette al centro il talento, non solo perché il coaching centra proprio il suo lavoro sul talento, no? Lo abbiamo visto in qualche discorso precedente oppure lo vedremo in futuro: la differenza tra counselor e psicologo sta proprio in questo, che è l’espressione di un talento. Di un potenziale, ma proprio di un talento di un coaching gestaltico.

Come possiamo essere talentuosi nella nostra vita? Come possiamo essere talentuosi nelle aree della nostra vita? Come sarebbe la nostra vita, il nostro agire nel lavoro o nel sesso, piuttosto che nelle amicizie, se ci fossimo di più con la nostra firma?

E la scelta di fare questo corso, quindi, è proprio quella di mettere al centro il fattore umano che è l’elemento che farà la differenza nel futuro, anzi già nel presente.

Perché le macchine, la tecnologia e con tutto ciò che è tecnologico non siamo concorrenziali. La nostra concorrenza sarà solo su ciò che è propriamente unico, eccellente, umano. E nel coaching gestaltico diciamo anche imperfetto, perché è proprio nell’imperfezione, in quella parte che noi viviamo come difficoltosa imperfezione, che c’è la nostra unicità.

E il lavoro da fare è proprio valorizzarla, oppure metterla in un contesto dove può diventare da imperfezione a genialità.

Poi ci sarà ovviamente chi farà questo corso per diventare proprio un coach sulle proprie imperfezioni, per giocare su questa parola; chi vuole invece fare questo percorso per portare una guida forte ma libera come la Gestalt, che ha questo aspetto di grammatica precisa per essere spontanei, magari nel proprio lavoro o nelle proprie relazioni.

Ti lascio quindi a queste suggestioni e ovviamente mi puoi contattare per avere maggiori informazioni o per fare una chiacchierata, io la chiamo d’impatto, per vedere che impatto potrebbe avere il corso sulla tua traiettoria. E per me può essere utile sia darti queste informazioni, ma anche capire se davvero è un percorso che può dare frutto nella nostra scuola e questo per noi è importante perché anche questo fa la qualità.

Allora ti aspetto!

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